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Eremo di San Romedio

Cosa vedere viaggiando con la moto in Trentino? Le attrattive consigliate da Trentino in Moto per la vacanza in montagna.

Per tutti i motociclisti che vogliono passare una giornata in relax immersi nella natura, l’Eremo di San Romedio è un’ottima occasione per farlo. La valle di San Romedio (che si apre a fianco dell’abitato di San Zeno in Val di Non) è serrata fra alte e strapiombanti pareti rocciose: a fondovalle, accanto al rio omonimo, una strada asfaltata permette di arrivare comodamente al Santuario. L’itinerario più interessante e spettacolare è il cammino ricavato sopra il vecchio acquedotto scavato nella roccia. Il percorso è stato messo in sicurezza con robusti parapetti in legno ed è stato così trasformato in un percorso pedonale ed aereo di grande fascino, che si inoltra fino ai piedi del Santuario di S. Romedio.

Il penitente Romedio si era trovato un ottimo rifugio lontano dagli uomini, ma vicino alla località del martirio dei tre giovani cappadocensi. Veniva dalla valle dell’Inn, era signore del Castello di Thaur. Pellegrino a Roma, ritorna convertito a Trento, decide di farsi eremita, di donare tutti i suoi averi alla Chiesa e si ritira su uno spuntone di roccia a picco sul rivo che attraversa la valle. Ci sono molte somiglianze fra la sua vita e quella di San Francesco. Alla sua morte la piccola grotta diviene una cappella venerata, il luogo delle reliquie, il centro ideale del suo ricordo.

Accesso a piedi dalla S.P. per Segonzano (dal parcheggio). Il sito è visitabile tutto l’anno attraverso un sentiero appositamente attrezzato, ben segnalato e ricco di scorci panoramici, che non deluderanno i mototuristi appassionati di fotografie.

Il Santuario discende poi a coprire tutta la roccia, con piccole chiese (dell’Addolorata, di San Giorgio, di S. Michele, di S. Romedio e la chiesa antica) collegate da rampe ardite di scale; crocifissi, ex voto, statue, cappelle dedicate alla passione di Cristo, fino alla base della roccia dove s’apre il bel portale d’entrata al santuario (sec. XI), con S. Romedio benedicente l’orso amico che gli serviva da cavalcatura ed un crocifisso ligneo del XVIIII secolo. Da non dimenticare l'ampio recinto, allestito dall'Ente Parco Naturale Adamello Brenta, che negli anni ha ospitato vari esemplari di orsi e orsetti. A tutt’oggi rimane aperta la discussione per riportare esemplari d’orso a San Romedio per la gioia degli appassionati di zoologia e dei turisti più piccoli accompagnati dai genitori e dai nonni. I francescani però, fedeli al loro stile di vita, preferirebbero accudirne uno prelevato da un circo, meglio se da curare affinché possa anch’esso beneficiare di un luogo salutare e pieno di pace, piuttosto che catturarne uno sano e privarlo della libertà.

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